35. Insufficienza venosa: classificazione CEAP

35. Insufficienza venosa: classificazione CEAP

35. Insufficienza venosa: classificazione CEAP

35. Insufficienza venosa: classificazione CEAP

35. Insufficienza venosa: classificazione CEAP

La classificazione CEAP dell’insufficienza venosa cronica rappresenta il metodo internazionale riconosciuto dalle maggiori società scientifiche per sintetizzare nella diagnosi il quadro di malattia venosa di cui può essere affetta una data persona. 

Tramite questo sistema i professionisti flebologi dovrebbero avere un linguaggio comune di confronto per cui anche se non si fosse visitato mai visitato un dato paziente si potrebbe avere un quadro oggettivo di quella che era la malattia venosa nell’ultimo controllo al di là di personalismi decrittivi.

Vediamo di cosa si tratta. 

CEAP è un acronimo ed in pratica vuol dire:

C: manifestazioni cliniche

E: fattori eziologici

A: distribuzione anatomica

P: meccanismi patofisiologici

35. Insufficienza venosa: classificazione CEAP: C

 

35. Insufficienza venosa: classificazione CEAP: C

C1 teleangectasie o vene reticolari

C2 vene varicose

C3 Edema

C4a pigmentazione e/o eczema

C4b lipodermatosclerosi e/o
atrofia bianca

C4c corona flebectiasica

C5 ulcera venosa guarita

C6 ulcera venosa in atto


S: sintomi inclusi prurito,
formicolio, 
dolore,
senso di compressione, pesantezza, crampi muscolari

A asintomatico

 
Insufficienza venosa: classificazione CEAP: E  

E:

  • Ec: congenito
  • Ep: primario
  • Es: secondario
  • En: eziologia venosa non nota

Insufficienza venosa: classificazione CEAP: E  

A:

  • As: vene superficiali
  • Ap: vene perforanti
  • Ad: vene profonde
  • An: localizzazione delle vene non identificabile

Insufficienza venosa: classificazione CEAP: P

P:

  • Pr: reflusso
  • Po: ostruzione
  • Pr,o: reflusso e ostruzione
  • Pn: meccanismo patofisiologico venoso non identificabile

Attualmente la maggior parte dei referti di ecodoppler impiega solo la prima lettera “C”, tuttavia il suo utilizzo è importante nel tentativo di omogeneizzare un metodo di refertazione, che per molti anni è stato soggettivo e talvolta addirittura poco comprensibile.
 

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