38. Specialista ipertensione arteriosa a Grosseto

38. Specialista ipertensione a Grosseto

38. Specialista ipertensione a Grosseto

38. Specialista ipertensione a Grosseto

38. Specialista ipertensione a Grosseto: introduzione

Benvenuti nel sito web dello Studio medico San Carlo di Grosseto. 

In questo post parliamo di una patologia che interessa milioni di persone nel mondo: l’ipertensione arteriosa.

38. Specialista ipertensione a Grosseto: cos’è l’ipertensione arteriosa?

Una persona si definisce affetta da ipertensione arteriosa se nel corso di almeno due misurazioni eseguite in regime ambulatoriale sono riscontrati valori pressori superiori od uguali a 140 per la massima e 90 per la minima.

38. Specialista ipertensione a Grosseto: l’ipertensione arteriosa provoca dei sintomi?

Generalmente no. Il decorso della malattia è per lo più asintomatico per molti anni ed è per questo che da alcuni studiosi è stata definita il “killer silenzioso”.

Spieghiamo meglio questo concetto. Normalmente l’individuo affetto da ipertensione non avverte che la sua pressione ha superato quelli che sono i limiti di normalità sopradetti. 

Una persona potrebbe per esempio avere 165-95 mmHg senza avvertire alcun sintomo e questo per molto tempo. 

E’ in genere vero il contrario ovvero che il sintomo, specie se doloroso, può portare ad un aumento della pressione. 

Ad esempio se un individuo ha mal di testa è facile che riscontri valori pressori elevati (es. 165-100 mmHg). 

In questo caso la pressione non c’entra è il dolore a generare il mal di testa e non il contrario. 

Per capire meglio pensiamo di misurare la pressione ad una persona e di trovare dei valori normali. Adesso immaginiamo che questa stessa persona si dia erroneamente una martellata sul dito, provocandosi molto dolore. 

Se misurassimo di nuovo la pressione questa sarebbe certamente alta ma sappiamo bene che è stata la martellata a generare il dolore al dito e non la pressione alta. 

Raramente in corso di una emergenza ipertensiva l’individuo può sviluppare anche mal di testa ma si tratta per fortuna di casi molto meno frequenti dell’esempio di cui sopra, con valori pressori più alti e in cui occorre una tempestiva visita medica.  

38. Specialista ipertensione a Grosseto: ho la pressione alta, cosa rischio?

In generale non è l’episodico rialzo della pressione a fare il danno ma è il tempo che una persona rimane ipertesa senza curarsi. 

Infatti noi sappiano che tutti gli organi e i tessuti del corpo umano hanno bisogno di essere nutriti per poter contunuare a funzionare e a vivere. 

Il nutrimento viene dato dal sangue che attraverso il circolo artero-venoso scorre nel nostro organismo. 

Se la pressione è alta come avviene nella ipertensione arteriosa, nel tempo tutti gli organi ne saranno danneggiati. 

Per dare qualche esempio esiste la nefropatia ipertensiva dove è il rene ad essere colpito fino a sviluppare una insufficienza renale.

Nel cuore possiamo sviluppare la cardiopatia ipertensiva. Infatti l’ipertensione arteriosa non controllata è il principale fattore di rischio per l’infarto.

Per la vista parliamo invece di retinopatia ipertensiva.

Nel cervello l’ipertensione arteriosa non controllata determina lo sviluppo precoce di quadri di demenza e di ictus.

Dal punto di vista metabolico uno scarso controllo dell’ ipertensione arteriosa è coinvolto nello sviluppo precoce del diabete mellito. 

Dal punto di vista vascolare anche le arterie sono danneggiate da valori alti di pressione, che sono alla base dello sviluppo dell’ arteriosclerosi e quindi anche della disfunzione erettile.

38. Specialista ipertensione a Grosseto: come avviene la visita per l’ipertensione arteriosa allo studio medico San Carlo

Durante la visita verrà raccolta l’anamnesi ed eseguiti i seguenti esami: 

  1. elettrocardiogramma, 
  2. ecocardiogramma, 
  3. ecodoppler TSA 
  4. ecodoppler dell’aorta addominale

ed eventualmente 

Il paziente verrà cioè valutato per stabilire la presenza o meno di un danno d’organo e verrà stratificato il rischio cardiovascolare.

Il medico prescriverà quindi una terapia iniziale, proponendo al paziente di tenere un diario pressorio. 

La terapia sarà eventualmente modificata nel corso dei vari controlli fino all’ottenimento di valori di pressione a riposo corretti. 

Dopo al massimo due settimane il paziente verrà quindi sottoposto ad Holter pressorio per stabilire se la terapia è efficace anche tenendo conto di quella variabilità della pressione legata alle nostre attività quotidiane.

Al termine la terapia verrà mantenuta, potenziata o ridotta. 

Il controllo sarà dopo un anno o 6 mesi a seconda dei casi.

38. Specialista ipertensione a Grosseto: è semplice curare l’ipertensione arteriosa?

No, purtroppo è una delle malattie più difficili da curare.

Innanzitutto occorre fare diagnosi e questo è possibile solo misurando periodicamente la pressione anche a persone, che non lamentano alcun disturbo. 

Sembra banale ma statisticamente passano molti anni prima che sia fatta diagnosi di ipertensione arteriosa, rispetto al periodo della sua insorgenza.   

Anche la terapia dell’ipertensione arteriosa non è semplice. 

Basti pensare che tra i pazienti che sanno di essere ipertesi solo una piccola percentuale, inferiore al 30%, è trattata in modo efficace.

Ma questo perchè avviene? In letteratura scientifica sono stati individuati tre motivi principali che, portano all’insuccesso del trattamento.

1. Scarsa compliance

Il paziente non assume la terapia prescritta dal medico. I motivi sono vari ma i più rappresentativi sono la diffidenza nei farmaci, il fatto che assumere un farmaco fa sentire malati, una scarsa fiducia nella capacità del medico.

2. Scarsa aderenza

Il paziente assume il farmaco ma dopo un po’ di tempo lo interrompe. 

Anche in questo caso i motivi possono essere vari e vanno dalla semplice dimenticanza, alla autodiagnosi per cui il paziente vede i valori della pressione scendere e pensa di essere guarito come se si trattasse di un’un’influenza. 

In altri casi sono le terapie complesse, composte cioè da molti farmaci, che determinano una scarsa aderenza. 

Il paziente infatti può avere difficoltà a farsi prescrivere il farmaco con precisione prima di averlo finito, soprattutto quando sono tanti e occorre andare dal dottore in giorni diversi. 

A questo proposito le case farmaceutiche hanno visto un netto miglioramento per quanto riguarda l’aderenza progettando compresse, che contengono più farmaci associati.

3. Inerzia terapeutica

in questo caso l’errore è medico. Questo avviene perchè dopo avere dato una terapia al paziente per quella data patologia si è indotti erroneamente a pensare che l’efficacia raggiunta durerà per sempre. Così non è. periodicamente dovremo controllare che i farmaci impiegati continuino a controllare in modo corretto l’ipertensione, apportando di tanto in tanto le variazioni necessarie. 

38. Specialista ipertensione a Grosseto: note conclusive

Nota bene: Questo post, come gli altri presenti in questo sito web, non sostituisce in alcun modo la visita medica

Se presenta questa patologia e vuole essere curato presso il nostro centro telefoni per una prima visita alla segreteria dello Studio medico San Carlo 3402382008.

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