12. Ecodoppler arterioso arti inferiori

Ecodoppler arterioso arti inferiori

ecodoppler arterioso arti inferiori

L’ ecodoppler arterioso arti inferiori è lo studio attraverso la metodica ecografica e color doppler delle arterie degli arti inferiori.

Le arterie sono quei vasi che dal cuore portano il sangue ossigenato a tutti gli organi e tessuti del corpo umano, le vene al contrario riportano questo sangue che ha ceduto l’ossigeno al cuore. In pratica arterie e vene viaggiano in parallelo ma con direzioni opposte. 

Il sangue delle arterie cede l’ossigeno trasportato nei globuli rossi ai tessuti che ne hanno bisogno per tutte quelle reazioni chimiche che sono alla base del loro ciclo vitale.

Quando in un tessuto viene a mancare questo ossigeno per un problema di ostruzione delle arterie, il tessuto o l’organo entrano in una condizione che viene chiamata ischemia, la quale se prolungata determina una necrosi ovvero una morte di quel tessuto o organo.

Prima che un arto vada in necrosi, i pazienti si rivolgono al medico lamentando un dolore intenso e acuto se l’occlusione o il restringimento del vaso (stenosi) si sono verificati improvvisamente (es. per un embolia) oppure un dolore discontinuo che compare da un po’ di tempo dopo aver percorso distanze sempre inferiori. 

Questi pazienti riferiscono di sentire dei dolori crampiformi, per esempio ai polpacci o di avere sempre le gambe fredde o ancora la comparsa di  ulcerazioni più o meno estese sui piedi o nelle gambe in sede distale.

L’ecodoppler arterioso degli arti inferiori è l’esame che studia l’anatomia e la pervietà di quei vasi che negli arti inferiori portano il sangue ai muscoli. 

Il medico che esegue l’ecodoppler arterioso arti inferiori dovrà essere esperto e disporre di un idoneo ecografo, che andrà regolato per poter visualizzare i flussi da quelli più evidenti a quelli meno perchè molto rallentati da restringimenti importanti a monte del vaso.

Parimenti a quanto facciamo per l’ecodoppler carotideo vertebrale o dei tronchi sovra aortici anche nell’ecodoppler arterioso arti inferiori si dovranno descrivere le placche , la loro ecogenicità, eventuali segni di minus, la presenza di aneurismi delle arterie degli arti inferiori, restringimenti/stenosi e occlusioni, eventuale presenza di circoli di bypass spontaneo etc.

L’ecodoppler arterioso arti inferiori a differenza di quello dei tronchi sovra aortici necessiterà di una procedurà in più che è la stima dell’indice caviglia braccio (ABI), la quale si accompagnerà sempre al referto.

Occorre sottolineare che eseguire un ecodoppler arterioso degli arti inferiori senza avere quantificato l’indice caviglia braccio va contro ciò che è richiesto dalle linee guida. 

Ma cosa è l’indice caviglia braccio?

L’indice caviglia braccio è il rapporto tra la pressione misurata al braccio e quella misurata sulla arteria tibiale posteriore ; tramite questo indice siamo in grado di stabilire il grado di arteriopatia di un soggetto, la eventuale possibilità di eseguire un bendaggio compressivo nelle ulcerazioni di tipo miste (arteriose e venose), l’indicazione ad un intervento di rivascolarizzazione, la terapia medica.

Talvolta l’indice caviglia braccio non è affidabile per l’elevata ateromasia calcifica dei vasi distali degli arti inferiori, allora per vedere se un soggetto presenta una stenosi critica può essere di aiuto il Pole Test, oppure l’analisi dei flussi dopo sforzo.

Vale la pena di ricordare che la comparsa di lesioni cutanee è un segno di patologia avanzata che non va assolutamente sottovalutato, perchè in caso di ulcerazioni da insufficiente apporto arterioso, queste ferite tendono ad ingrandire molto velocemente con la possibilità di infettarsi fino ad interessare anche l’osso con lesioni più o meno permanenti, che potrebbero esitare anche con amputazioni più o meno estese.

Il paziente che presenta questi segni deve eseguire una visita medica con ecodoppler arterioso degli arti inferiori, quanto prima. 

La visita medica come già ripetuto in altri articoli è di fondamentale importanza e meglio sarebbe se fosse fatta contestualmente dal medico, che esegue l’esame il quale dovrà in base alla gravità del caso suggerire un rapido intervento del chirurgo vascolare. 

Il presente articolo non sostituisce in alcun modo la visita dal medico specialista ed ha valore meramente introduttivo.

Studio medico del Dr Carlo Francesco Vagheggini

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