19. Il grasso sottocutaneo

il grasso sottocutaneo
il grasso sottocutaneo

OBESITA’ GINOIDE ED ANDROIDE

Nel 1947 Vague. J osservò come nella maggior parte dei soggetti, l’accumulo di grasso corporeo non fosse distribuito in maniera uniforme:

• L’eccesso di grasso viscerale (VAT ) definito obesità centrale o androide, è la forma di obesità più frequentemente associata ad alterazioni metaboliche e a patologie cardiovascolari

• L’eccesso di tessuto adiposo sottocutaneo (SAT), definito obesità periferica o ginoide, ha invece un impatto meno chiaro sul profilo metabolico del paziente.

(La differenciation sexuelle, facteur determinant des formes de l’obesite)

IL TESSUTO ADIPOSO: viscerale e sottocutaneo

Il tessuto adiposo ricade in due grandi compartimenti:

Viscerale (circonda gli organi interni dell’addome)

Sottocutaneo (per esempio quello degli arti inferiori, dei fianchi, della regione trocanterica, dell’addome al di sopra della fascia muscolare). 

In particolare quest’ultimo aveva originariamente la funzione di costituire una riserva di energia, cui le femmine avrebbero ricorso in periodi di carestia per il mantenimento della specie. 

Fortunatamente sono tanti anni che questa necessità non si affaccia più nei paesi occidentali e dato che questi accumoli adiposi non rientrano nella nostra percezione di bellezza, ecco che ci si è posti il problema di come poterlo trattare per rendere più armoniosa l’immagine corporea femminile. 

COME SI DISTRIBUISCE IL GRASSO

Il tessuto adiposo è organizzato in due strati uno superficiale e uno profondo separati da una fascia. 
 
Lo strato superficiale o areolare è costituito da adipociti disposti verticalmente mentre nello strato più profondo detto lamellare sono disposti orizzontalmente.
 
Le donne hanno lo strato areolare più spesso e tra i vari distretti corporei  in cui lo possiamo trovare è proprio a livello gluteo femorale, che è più rappresentato. 
 
Inoltre questi adipociti sono risultati influenzati dagli ormoni e sono più resistenti ai processi di lipolisi, per cui anche i trattamenti dietetici da soli non sono completamente efficaci.  
 
Sia lo strato superficiale che quello profondo sono importanti per quanto concerne la percezione che abbiamo dei nostri depositi di grasso localizzati.
 

Quanti tipi di grasso sottocutaneo ?

Esistono due tipi di adipociti maturi e sono distinti in base al loro colore (e non solo) in grasso bianco e bruno. 

Questi tipi di grasso presentano caratteristiche differenti e una diversa struttura anche per quanto concerne il tipo di architettura vascolare. 

Basta la dieta e l’esercizio fisico per liberarsene?

Chiaramente no. 
 
Può capitare di essere normopeso e comunque presentare un accumulo di grasso nelle regioni dei fianchi, a livello della culotte de cheval e nell’interno ginocchio.
 
Trattamenti per la riduzione del grasso sottocutaneo
 
Accanto alla tradizionale metodica chirurgica della liposuzione, che in modo invasivo va ad eliminare il grasso nei vari distretti corporei, attraverso prima una liquefazione e quindi un’asportazione tramite cannula, negli anni si sono sviluppati numerosi trattamenti non invasivi, la cui combinazione permette di raggiungere risultati soddisfacenti.
 
La liposuzione peraltro è soggetta sebbene raramente a delle complicanze, alcune non minori quali ematomi, cicatrici, infezioni, riduzioni del grasso non uniformi con residuo inestetismo.

Trattamenti non invasivi per la riduzione degli accumuli localizzati del grasso corporeo?

Esistono numerosi trattamenti non invasivi che si sono dimostrati efficaci nella riduzione del grasso corporeo localizzato e tra questi i più importanti sono:
 
 

Conclusioni 

La riduzione del grasso localizzato è una problematica di tipo estetico e medico al contempo. 
 
Spesso gli accumuli di grasso sono associati ad un quadro di obesità, disfunzioni ormonali, ereditarietà, abitudini di vita. 
 
Un corretto inquadramento della patologia include una buona raccolta anamnestica, la conoscenza di farmaci eventualmente assunti, l’eventuale correzione con dieta personalizzata dell’eccesso ponderale, l’individuazione di un percorso di attività motoria adatto e infine una corretta individuazione dei trattamenti non invasivi sopra riportati. 
 
Essendo una problematica tutt’altro che distrettuale ma che coinvolge l’individuo nella sua interezza solo un approccio che prende in considerazione tutti gli aspetti del problema potrà portare al miglioramento sperato.
 
 

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